(In)giustizia "creativa" e trasformazione antropologica
(In)giustizia "creativa" e trasformazione antropologica
Gli autori ricostruiscono la intensa giurisprudenza “creativa” che negli ultimi anni ha ripetutamente trasformato la antropologia naturale secondo l’obiettivo di costruire un “uomo nuovo” per tecniche di nascita, per percezione soggettiva e volubile del genere di appartenenza, per instabilità delle relazioni affettive, per autodeterminazione assoluta dei modi di vivere e di morire.
La giustizia deve applicare e non creare la legge. A maggior ragione quando si tratta dell’umano, il primato del parlamento si impone per la necessità del consenso popolare agli atti che opinabilmente riguardano la vita in ogni sua circostanza.
Si è così prodotto un originale conflitto tra un preteso sovranismo giudiziario e la democrazia rappresentativa, che deve essere risolto ripristinando i principi dell’equilibrio tra i poteri contenuto nella Carta costituzionale.
Questa pubblicazione è stata consentita dall’impegno di oltre cento associazioni riunite nel network “Ditelo Sui Tetti”, da anni impegnate a promuovere la antropologia cristiana.
Prefazione di Domenico Airoma
Postfazione di S.E. Mons. Andrea Bruno Mazzocato
Recensioni
Domenico Menorello
> torna suè avvocato abilitato alle Magistrature superiori con studio in Padova e in Roma, dottore di ricerca in filosofia del diritto all’Università di Padova, già parlamentare e amministratore locale. È componente del Comitato Nazionale di Bioetica. È coautore in varie iniziative editoriali e organizzatore di centinaia di convegni e seminari culturali. È fondatore e coordinatore del network di associazioni «Ditelo sui tetti» (www.suitetti.org).
Caratteristiche
Anno: 2026Numero pagine: 240
ISBN: 979-12-5627-217-4

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